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Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

The Unbearable Weight of Massive Talent, Tom Gormican, 2022

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  Culto della personalità e delle proprie doti artistiche, reali quanto presunte, per Nicolas Cage, nella narcisistica rielaborazione di sé stesso, attore sul punto della bancarotta, che decide di partecipare alla festa di compleanno di un suo superfan, in cambio di un cospicuo budget - Metodi di recitazione sciamanica, apparizioni di doppi attoriali per scariche adrenaliniche di autostima, fuori e dentro dal personaggio e dagli insegnamenti di Stanislaski, incursioni cinefile nell’espressionismo tedesco, con lodi al Gabinetto del dottor Caligari per poi finire a piangere davanti alla visione di Paddington 2 - Autocitazionismo e memorabilia personali, nella glorificazione del proprio passato, poi un viaggio a Mallorca, il lusso e un bicchiere di bourbon per alleggerire la vita, feste di compleanno per alcoliche performance al pianoforte, una figlia e una moglie che se la ridono incredule delle cazzate di Nick, un tiro da una canna dopo un tuffo dalla scogliera, gocce di acido sulla lin

Der Amerikanische Freund, Wim Wenders, 1977

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  What’s wrong with a cowboy in Hamburg? Chiede Dennis Hopper a Nicolas Ray, nel suo studio di pittore, fra le sue tele, che forse saranno vendute o forse no, arte e denaro, colori e falsificazioni, il rosso sanguigno della facciata del palazzo dove Nicolas Ray vive, quello dei titoli di testa, il blu delle sue opere, quello per cui è divenuto famoso - Dennis Hopper è sul balcone della villa in cui risiede ad Amburgo, si affaccia alla ringhiera recitando i versi della canzone finale di Easy Rider - Malinconie e perdite interiori, smarrimenti psichici, una serie di polaroid scattate in autoritratti sequenziali, espressioni fermate nel tempo, le lacrime che iniziano a scendere - Amburgo, Parigi (esterni, il sottopassaggio di Ultimo Tango), NewYork, spazi metropolitani che si intersecano e combinano in una mappa filmica avvolgente e ipnotica - Sarà un malinteso, una reazione inopportuna di Bruno Ganz quando viene introdotto a Ripley (D.H) a mettere in moto il susseguirsi della trama, un

La Vallèe, Barbet Schroeder, 1972

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  Obscured by clouds è il titolo dell’album dei Pink Floyd con la soundtrack di questo film ed è anche un’espressione usata per indicare una zona bianca su una mappa, un’area inesplorata che appare come se fosse coperta dalle nuvole. In questo ambiguo spazio toponomastico si trova la Vallée, la meta mistica e spirituale verso la quale un gruppo di persone si dirigono in un ennesimo viaggio di scoperta del mondo e di sé stessi. Proseguendo il ritratto fatto della controcultura e degli hippies in More , Barbet Schroeder ci mostra altre delle utopie di quella generazione, come l’amore libero e la ricerca di luoghi incontaminati (immaginari quanto reali) nei quali emanciparsi dai condizionamenti della società occidentale.  Protagonista femminile è Viviane (Bulle Ogier), arrivata in Nuova Guinea dalla Francia, da prima attratta da rare piume di uccelli esotici e poi dal desiderio di esplorare parti sconosciute della realtà  e del suo mondo interiore. Unitasi ad un gruppetto di hippies, si