À bout de souffle, Jean-Luc Godard, 1960
Pensiamo alle regole. Quelle di un racconto, di un film, della società. Pensiamo ad infrangerle. Possiamo ottenere tutto quello che vogliamo. Qualcosa di nuovo, qualcosa di inaspettato. Le convenzioni possono essere sconvolte, si può creare una propria forma di comunicazione o un mondo diverso nel quale vivere. Non è detto che un codice sia immutabile. Sperimentare, osare, non lasciarsi intrappolare dalle regole. Pensiamo ad infrangerle. Truffaut (sceneggiatore) e Godard (regista) ci mostrano come fare. Truffaut si lascia andare al piacere del racconto come forma da modellare a proprio piacimento. C’è un uomo che non è certo un santo. Lo vediamo rubare macchine e denaro ed uccidere un poliziotto. Lo vediamo così pieno di vita che ne rimaniamo rapiti. Il corpo di Jean-Paul Belmondo scatta frenetico e nervoso. Pura azione. Pensiero e gesti sono una unica cosa. Perenne sigaretta incollata alle labbra, da una parte all’altra della città alla ricerca di soldi. La malavita, i...