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Puerto Escondido, Gabriele Salvatores, 1992

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  Fuggire dal proprio Paese è una cosa che andrebbe fatta, almeno una volta, nella  vita. Non dico contro la nostra volontà, altrimenti sarebbe un esilio, ma come una scelta. Arrivati a un certo punto ci si rende conto della presa per il culo nella quale uno è ingabbiato e allora c’è poco da fare, o si continua a fingere o te ne vai. E allora si taglia con tutto. Lavoro, casa, amici, famiglia, partner. Un pò di soldi da parte possono essere utili ma non essenziali. Anzi meno ne hai e più ogni cosa diventa avventurosa. Poi dall’altra parte, in qualunque posto tu abbia deciso di andare si  scoprono due cose. Che sei solo e che sei uno straniero. Puerto Escondido, in una forma fra noir (quella che funziona di meno) e commedia (quella che funziona di più) ci mostra una fuga e un luogo (il Messico) nel quale forse (fra stereotipo e speranza) si possa vivere in una maniera diversa. Che è poi quello che provano a fare i personaggi interpretati da Claudio Bisio e Valeria Golino ...