Ane, David Peréz Sañudo, 2020
La A di Ane, nel nome scritto sulla porta della sua camera, è diventata quella che simboleggia l’Anarchia. La ragazza sta crescendo e nella confusione dell’adolescenza sembra aver trovato una via, che passa attraverso i centri sociali e le azioni sovversive. La mattina presto, davanti ad un piatto con una tostada , Lide, sua madre, dopo una notte passata a bere&ballare, aspetta la figlia che non è ancora tornata. Il silenzio della casa, il vuoto di una sedia. Sarà la prolungata assenza di Ane a mettere Lide in uno stato di agitazione emotiva e a farle iniziare un’indagine personale nel tentativo di ritrovarla. La pellicola si tinge quindi di sfumature noir sotto i plumbei cromatismi dei Paesi Baschi, ci si muove non solo in frammenti di società in cui aleggia sempre un senso di disadattamento e ribellione (agli stereotipi, alle istituzioni, al lavoro) ma anche in territori più interiori in cui prendono forma le incertezze, le ansietà e le paure di una madre che nella separazione d...