Gone girl, David Fincher, 2014
Disturbante, sottopelle. Immagini fisse urbane, titoli di apertura, particolari, il volto di lei, i suoi occhi, una mano sui capelli, una serie di domande. David Fincher ci scaraventa in un incubo psicologico, una ragnatela di relazioni malate e psicotiche, tesse i fili di questo caustico dramma lentamente - la staticità quasi bovina del volto di Ben Affleck, la pesantezza dei suoi movimenti, il suo corpo ingombrante, la vittima e il carnefice si scambiano i ruoli, cadendo verso l’abisso, come in ogni relazione sadomasochistica, il corpo di lei, attraente e magnetico, le promesse del primo incontro, la magia di un bacio in strada, la quotidianità da affrontare, la sfida di un matrimonio, le crisi, il buio. Fincher distrugge l’illusione dell’unione tra uomo e donna, che diventa un gioco crudele e feroce, costruito sulle menzogne, le paure, il sangue. Ingabbiati nelle immagini, sprofondiamo anche noi nella disfatta, immersi in un’atmosfera livida e carica di malessere, trasp...