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Todo Modo, Elio Petri, 1976

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  Todo modo comincia con una epidemia, profetica intuizione. Poi si entra nell’albergo/eremo di Zafer e nei sotterranei della psiche e delle logiche di chi comanda ed è asservito a Dio. Un incipit del tutto assente nel romanzo di Leonardo Sciascia, il cui protagonista e narratore, un pittore (scomparso nella pellicola di Petri), arrivava all’albergo quasi per caso, durante un suo girovagare automobilistico. E dell’opera dello scrittore siciliano rimangono il plot, alcuni personaggi e il sottotesto quasi metafisico (in assenza di moventi reali per le uccisioni che seguiranno) delle dinamiche interne di una classe politica evasiva, fuggente e calcolatrice (quella democristiana) mentre si perde il gusto intellettuale e citazionista del dialogo (sopratutto fra il pittore/narratore e Don Gaetano) e quell’abilità affabulatoria presente nei meandri della parola scritta. Un gruppo di uomini importanti (politici, ministri, segretari, banchieri, industriali) si ritrova nell’albergo/eremo di...