Alien, Ridley Scott, 1979
Guglie gotiche come forme arcaiche di oscura ingegneria spaziale. Un equipaggio addormentato in un collettivo sonno profondo. Bianchi risvegli come ennesime (ri)nascite. I primi respiri. Lenti ritorni alle normali funzioni vitali. Dinamiche di gruppo in interni claustrofobici, fra asfissianti e cupe geometrie visive, le gocce di pioggia a rigare il volto sudato di Herry Dean Stanton fra enormi macchinari e catene, matrice immaginativa di quello che sarà il landscape visivo della L.A. di Blade Runner, discussioni circolari sui diritti dei lavoratori, echi spaziali delle loro precarie condizioni, disumana egemonia aziendale, stellari subbugli psicologici , il tradimento robotico di una coscienza non umana, ogni vita può essere sacrificata in nome del capitale, sul pianeta Terra come nello spazio profondo. In Utero metallizzato, opaco, cosmico. Mother: coscienza elettronica e oracolare, camera delle comunicazioni verbali dalle pareti lampeggianti. Outside world : osc...