Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Roman Polanski

Macbeth, Roman Polanski, 1972

Immagine
È un mondo barbaro, quello di Macbeth, suggellato dal naturalismo della messinscena di Polanski, tra fango, sporcizia, sangue e bestie. Un mondo magico, dove la superstizione e l’arcano trovano la loro voce (le tre streghe) e influenzano gli eventi e le decisioni dei personaggi. Un mondo e un tempo che sembrano dialogare anche con quello in cui il film è stato girato, i primi anni settanta, grazie alla musica di un gruppo di quel periodo ( Third Ear Band ), giovani attori dalle sembianze hippy (Finch, Annis), i soldi di Hugh Hefner di Playboy come produttore e la presenza di notevoli momenti allucinatori e psichedelici (la visione del pugnale, quella indotta dall’intruglio bevuto da Macbeth al sabba delle streghe, le apparizioni di Banquo sventrato) che ci fanno pensare alle droghe dell’epoca, lsd e magic mushrooms, in un trip andato veramente a male.  Roman Polanski si immerge totalmente in questa misteriosa dimensione, lasciandosi affascinare e sedurre dagli scenari naturali del...

Repulsion, Roman Polanski, 1965

Immagine
Ambientato in una insolita Londra soleggiata e ripresa attraverso un memorabile uso del bianco e nero - Una città estranea allo sguardo del regista, che da poco ci si era trasferito, le cui strade servono da scenario per gli spostamenti della protagonista (Carole, interpretata da Catherine Deneuve) e dei pedinamenti di Polanski, che la insegue con una macchina a mano, standole addosso e riproponendo lo stesso stile quando le sequenze si sposteranno nell’appartamento che Carole condivide con la sorella e nel quale si ritroverà sola, una volta che quest’ultima sarà partita per una vacanza in Italia, proprio a Pisa, la cui torre pendente appare come un simbolo fallico perfetto. Ed è proprio l’universo maschile a respingere e ripugnare Carole, i suoi tentativi di contatto fisico e quelli di seduzione finiscono in una serie di fallimenti mentre cresce all’interno della donna un senso di disagio e repulsione.  Dopo una prima parte lenta e ripetitiva Polanski comincia a farci scivolare n...

What?, Roman Polanski, 1972

Immagine
  Scampata a un tentativo di stupro da parte di un gruppo di uomini (tra cui Carlo delle Piane, che sbaglia culo quando è il suo turno di infilare), l’americana Nancy, si ritrova in una meravigliosa e onirica villa (di proprietà del produttore Carlo Ponti), con vista sulla stupenda costa amalfitana. Ma non sarà questo paesaggio naturale a catturare il nostro sguardo quanto quello ipnotico e sinuoso offerto dal magnifico corpo di Sydney Rome, che interpreta, per l’appunto, l’americana Nancy, occhioni azzurri sgranati e tette al vento come bandiere di libertà. Gli uomini che gironzolano nella villa ne saranno subito attratti e scateneranno sulla giovane ragazza tutte le loro fantasie e perversioni erotiche. Vestita quasi di nulla, a parte un paio di eccitanti zoccoli rossi che lasciano il tallone scoperto, Nancy si muove spaesata e ingenua, in questo mondo alterato, che si ripropone in scene e situazioni come all’interno di un deja-vu con minime variazioni, cercando di appagare o dec...