I giorni cantati, Paolo Pietrangeli, 1979
Paolo Pietrangeli si mette letteralmente a nudo (e non è solo esibizionismo) in questo film fino al punto che non so quale sia lo scarto fra il personaggio interpretato e la sua reale persona. C’è un’anima inquieta, tormentata, nevrotica, infantile, sociopatica e artistica, quella di un uomo scontroso e fuori dagli schemi, fossero anche quelli libertari del sessantotto e del settantasette dopo. E lo spirito di quegli anni è ciò che scorre e unisce i molteplici frammenti di questa pellicola, insieme alle canzoni. Quelle di protesta, quelle del teatro, quelle del canzoniere, quelle dei cantautori - Guccini con il fiasco di vino, fuori da un bar vicino all’ex Mattatoio, che canta Canzone di notte n.2 è da brividi - Pientrangeli affronta la vita in bilico sulle proprie debolezze e ogni cosa è sempre sul punto di rompersi, di andare in frantumi. L’amore, la relazione sentimentale con la Melato, così asfissiante, nociva, dolorosa. Quell’inseguirsi, quel viversi accanto al di là delle d...