La via della droga, Enzo G. Castellari, 1977
Il buon vecchio traffico di stupefacenti di una volta (eroina, in questo caso). Nascosta nelle valige, nei cappotti, nei peluche. Ce n’avevano di fantasia i corrieri. La via della droga. Cartagena, Hong Kong, Amsterdam (mancavo da parecchio dai suoi coffeshop e dalle vetrine del Red Light District), New York, Roma. La droga è una via? Un poveraccio si ritrova costretto a vendere alcune dosi di eroina fuori da una scuola (i nuovi consumatori di solito si agganciano con dosi gratuite, poi quando la scimmia sale sulla schiena tocca pagare) e lo fa non perché gli piaccia quanto perché gli è necessario per avere la sua di dose. Questo era il meccanismo quando finivi nella rota e non avevi soldi per pagarti la roba. O rubavi o ti mettevi a spacciare (o facevi marchette o ti prostituivi, a seconda dei gusti sessuali). Naturalmente i soldi non li fanno mai gli spacciatori di strada ma i grandi distributori, come in tutti i commerci, del resto. Ci sono alcuni genitori fuori dalla scuola che ...