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Midsommar, Ari Aster, 2019

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Antiche e ancestrali ritualità pagane, collegate con la terra, la natura, il sole, il ciclo di vitamorte. La luce diurna che scaccia la notte, senza però esorcizzarne demoni e segreti. Una lenta e inesorabile trasformazione, funzione primordiale del rito, all’interno di una serie di passaggi, che trasformino l’ordinario in festa, mentre gli elementi primari acquisiscono potere e con essi le arcaiche conoscenze prendono forma, riconducendo uomini e donne ad una visione panteistica del mondo, in cui noi non siamo alto che figure in transizione al suo interno. Da una possibile lettura antropologica si passa poi alla pura visione o contemplazione di quanto accade, grazie anche al massiccio uso di piante e miceti dai notevoli effetti psicotropi. Di rara precisione visiva ed emotiva, va detto, la sequenza in cui vengono assunti dei funghi magici, poi le estatiche danze celebrative, fino al grandguignol sacrificale in cui macabro e grottesco trascendono la violenza in un atto creativo e il fu...