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Paradise:Faith, Ulrich Seidl, 2012

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Che masochismo e cristianesimo siano in un qualche modo uniti (o forse siano la stessa cosa) è fuori da ogni dubbio. Ci sono dipinti e affreschi e quadri a testimoniarlo. E storie. La flagellazione e la croce (esperienze sublimi in uno scenario bdsm), la corona di spine e tutta la passione, per farla breve. Un pò meno scontato è pensare al piacere che il dolore può portare con sé. Ci è stato detto che la sofferenza della carne ci eleva e ci fa trascendere e ci avvicina a Dio e su questo niente da dire, provato personalmente. E se i santi avessero seguito la strada del martirio corporeo per raggiungere un godimento fisico, un’estasi dei sensi estrema e attraverso quella arrivare a Dio? Nostro Signore Gesù Cristo, in primis? E’ una domanda che mi sono sempre posto. Il film si apre con una donna che si frusta nella riservatezza della sua camera. Davanti ad un crocefisso, con il quale in seguito si masturberà. Ci sono immagini abbastanza kitsch del Salvatore, per la casa, con le quali ell...

Paradise:Love, Ulrich Seidl, 2012

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Un gruppo di idioti (per citare Von Trier) si diverte su delle macchine a scontro. Una donna li osserva, poi torna a casa. Dentro cubicoli dalle apparenze di una stanza da letto, di un bagno, di una cucina. La donna parla con la figlia, poi prepara le valigie. Poi parte per il Kenya. Piani fissi della macchina da presa e composizioni geometriche di interni ed esterni a comporre l’idea di regia di Ulrich Seidl, lo spazio filmico è circoscritto, chiuso, deliberatamente scelto e mostrato. Poi il paradiso. Le spiagge e il mare e i corpi svaccati e sfatti di mature signore austriache e tedesche. Sono lì per provare le gioie e il brivido del turismo sessuale. Giovani ragazzi africani sciamano come mosche intorno a loro, sia per vendere qualche cianfrusaglia, sia per diventare oggetto del loro piacere. L’avvicinarsi fra le due culture, quella africana e quella europea, avviene su un piano strettamente fisico. Le donne ricercano forme di godimento che sperano possano superare la mera presenza ...

Im Keller, Ulrich Seidl, 2014

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  Stranezze, bizzarrie e ossessioni dal sottosuolo. Pitoni in teche di vetro, bambolotti dalle sembianze di neonati in scatola, cimeli nazisti, dungeon per estimatori del sadomasochismo, poligoni di tiro, minivasche per nuotare, minibar, salette musicali, teste di animali impagliate e attaccate alle pareti, playroom. Nei propri scantinati, uomini e donne, danno sfogo ai loro desideri, di qualunque natura essi siano. Lo sguardo di Ulrich Seidl è algido, freddo, oggettivo, formalmente impeccabile, penetrante, geometrico. Ogni inquadratura è un piano fisso che ritaglia una porzione dello spazio privato dell’intimità e della vita di alcune persone. Quello che vediamo potrebbe scioccare o provocare strane reazioni, dipende dalla nostra educazione e da quali siano i nostri valori morali.  Sesso e nazismo sono due argomenti tabù in Austria, soprattutto nelle zone cattoliche e conservatrici. Non mancano infatti crocefissi e rosari vari disposti sulle pareti delle stanze di alcuni scan...