The Player, Robert Altman, 1992
C’è una luce meravigliosa che illumina i volti, i corpi, gli oggetti, gli uffici, quella della mattina, che si posa sulle superfici o entra dentro i vetri delle finestre, in luoghi dove l’esistenza fluisce tra migliaia di parole, menzogne, richieste, sogni e speranze, dentro stanze in cui discutere di cinema significa soprattutto parlare di affari, denaro e profitti - La Hollywood di Altman si muove dal mito al disincanto, passando attraverso parodia, commedia e noir, in una coralità di voci e personaggi che si incrociano e sovrappongono, a volte negli avvolgenti movimenti di una piano sequenza, come quello splendido che apre il film oppure nelle scene in cui appaiono brevemente una moltitudine di attori, in fulgidi cammei, a costellare una pellicola talmente ricca di spunti, riflessioni, tracce narrative, così potente e magistralmente orchestrata da sembrare un mondo a parte e allo stesso tempo specchio e riflesso di quella dimensione che si cela dietro un film finito: la sua produzio...