Perfect Days, Wim Wenders, 2023
Perfect Days è un film a misura d’uomo. Negli spazi urbani, puliti, ordinati, mai affollati. Le toilette della metro che pulisce Hirayama, la casa dove vive, i locali dove mangia o vede la tv, i bagni pubblici in cui si lava. Poi l’ipnosi visiva delle strade di Tokyo. Un mondo vicino ad altri mondi. Mondi collegati, a volte connessi altre paralleli. Mondi naturali e trascendentali, che si aprono nei momenti di quiete e solitudine. La luce che filtra fra le foglie, il gioco delle ombre, quello dei riflessi sulle superfici. Il mondo dei libri, quello della musica. Che Hirayama ascolta ancora esclusivamente su musicassetta (Lou Reed, The Animals, Patty Smith, Van Morrison), pensando che Spotify sia solo un altro negozio per adolescenti. Un uomo che sembra aver raggiunto un equilibrio, scandito dal ripetersi dei giorni e delle azioni, con piccole variazioni o imprevisti che il suo cuore accetta senza venirne turbato. E poi i varchi dei sogni, in bianco e nero, da cui arrivano frammenti de...