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Visualizzazione dei post da novembre, 2023

Victoria, Sebastian Schipper, 2015

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  Siamo in un club, a Berlino, le luci stroboscopiche e la techno, una ragazza spagnola che balla, la macchina da presa le sta addosso, quello sguardo non la lascerà più, ci farà immergere totalmente negli avvenimenti della notte, negli incontri, nei rapporti umani, quelli con dei ragazzi tedeschi, che Victoria conoscerà poco dopo e che la porteranno con loro, prima solo a bere e scherzare poi in qualcosa di più profondo e sconosciuto – I battiti del cuore aumenteranno, l’adrenalina trasformerà la percezione, si vive dentro la storia, con i personaggi, si respira insieme a loro, si possono provare le stesse emozioni, sempre più intense, cambiamenti repentini ed improvvisi, una corsa verso una impossibile fuga, la realtà che non lascia scampo come in un incubo da cui non si riesce più ad uscire.  Le uniche pause concesse dal regista a questa immedesimazione totale sono quelle sonore, ci si allontana per alcuni minuti dall’esperienza diretta del film attraverso la musica, malinconiche a

Luoghi di cinema, Le cascate di Chia

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  Dalle parti di Bomarzo, non troppo lontano dal famoso parco dei mostri, ce ne è un altro che meriterebbe di essere visitato, quello delle cascate di Chia. Ci sono cerri e roverelli, a cui si alternano cespugli di biancospino e pungitopo, in un’atmosfera quieta e magica. Poi ci sono alcuni sentieri.  Percorrendone uno si arriva a delle piccole cascate, un’aera piena di antica meraviglia e proprio qui Pasolini, girò la scena del battessimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo. Oltre a lui, questa zona è stata il set scelto da altri registi, per alcune sequenze dei loro film: Mario Monicelli per l’Armata Brancaleone, Dino Risi per il Profeta, Sergio Citti per Casotto, solo per citare i più famosi. Continuando a camminare le rocce si fanno più grandi, si incrociano rovine di antichi mulini e grotte etrusche, c’è la presenza di qualcosa di mistico, di arcaico, di perduto eppure ancora vivo. Torniamo indietro e ci dirigiamo verso l’antica torre di Chia. Un luogo amato da Pasolini, tanto

Killers of the flower moon, Martin Scorsese, 2023

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  Blues sepolcrale, scandito dalle musiche originali di Robbie Robertson, alla cui memoria il film è dedicato e che alla pellicola donano il pulsare e il respiro del suo procedere, anche se poi è la morte il centro oscuro della storia, la morte e la malattia.  Scorsese si abbandona, senza mai perderne il controllo, a una estesa e lenta narrazione, che comincia dal cinema muto e si conclude in uno studio radiofonico, in cui le immagini svaniscono, per lasciare spazio solo alle voci, ai suoni, il lavoro di Scorsese come regista è finito e si può concedere il lusso di un cameo davanti a un microfono, in fondo il suo mestiere non è altro che quello di saper trasformare le parole di una sceneggiatura in sequenze di fotogrammi. Killers of the flowers moon è un film cupo, sanguigno ma non viscerale, in cui i corpi dei nativi diventano cadaveri per l’avidità e la brama di denaro dell’uomo bianco, la vera infezione di una terra un tempo sacra a chi la abitava: le cerimonie, gli spiriti, le