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Visualizzazione dei post da febbraio, 2024

Poor things, Yorgos Lanthimos, 2023

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  Favola retrò (nei costumi, nelle ambientazioni), gotica (nella rielaborazione della figura di Frankenstein), illuminista (nei princìpi) e moderna (nel desiderio di emancipazione della donna) che analizza e ripropone sotto lenti deformanti e ironiche l’eterna lotta fra maschile e femminile, tra queste due forze che regolano e controllano il mondo e l’universo. Nelle dinamiche umane le ritroviamo come forme di dominazione e sottomissione, psicologica quanto culturale, anche se la loro vera origine resta un’altra, quella sessuale. Sarà infatti il risveglio erotico di Belle Baxter la vera spinta che la metterà in costante confronto con la realtà e la società (di matrice vittoriana) che ha intorno e verso la quale non nutre nessuna inibizione dettata dal conformismo. Belle, in quattro creatura di pura immaginazione, è uno spirito libero in un corpo (ricostruito, ricreato) che non conosce regole morali. Il costante dialogare con sé stessa (l’uso della terza persona invece della prima) la p

Get Out, Jordan Peele, 2017

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  Ipnosi da tazzina tintinnante per andare in un altroluogo, per sprofondare ( to sink ) dentro se stessi, una caduta libera (un po’ come Mark Renton quando va in overdose) in uno spazio oscuro, nel quale la mente perde il suo potere e il corpo viene controllato. Da chi? Da quelle persone che necessitano una seconda casa per il loro spirito. Chiavi di lettura pseudopolitiche dell’ipocrisia white americana, parvenze di resistenza black a tentativi di manipolazione, derive gotiche negli esperimenti di una famiglia dalle buone e sane apparenze, poi tutto si sgretola e si finisce nel sangue e nella violenza.  La fuga è reazione al sentirsi incomodo in mezzo agli altri, perché qualcosa non torna, nei comportamenti dei fratelli che non ti riconoscono come uno di loro. L’occhio di un fotografo che guarda quello che ha intorno e non lo riconosce. Supposizioni e teorie di sexslavery che portano risate sulle bocche di poliziotti increduli. Toni da commedia, cortocircuiti televisivi per spieg

Mullholand Drive, David Lynch, 2001

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  La chiave e la scatola blu e i mondi che essa racchiude. La chiave di lettura è la scatola blu. E se l’intero film non fosse altro che un testo ermetico che solo gli iniziati che ne conoscono l’alfabeto segreto possono comprendere? Pieno di simboli, personaggi, luoghi che rimandano a qualcos’altro, non decifrabili da subito e da tutti, nell’immediato, un racconto per immagini oniriche e cinematografiche che può essere inteso oppure totalmente frainteso e più sono i livelli del subconscio in cui si scende per cercare un significato e più ci si perde nel labirinto della psiche e in quello del cinema stesso - Gli elementi delle storie a cui assistiamo mentre sogniamo sono archetipici in quale misura? In quella in cui ci sono immagini o situazioni che, a prescindere dalla nostra cultura di origine, ricorrono nei sogni di tutti gli uomini? Oppure è il racconto cinematografico che ha generato nei sogni degli uomini elementi che si ripetono e si assomigliano e si ritrovano nelle nostre espe

Lou Reed's Berlin, Julian Schnabel, 2007

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  Provate a non emozionarvi quando Lou Reed canta Caroline says (con Emmanuel Seigner as Caroline), soprattutto se nel vostro intimo regnano pulsioni masochistiche e sapete quanto il dolore dei sentimenti sia una delle forme d’amore più pure e quello del corpo una delle forme di piacere più potenti. Immaginatevi a Berlino (città divisa, tra il buio e la luce di emozioni contrastanti) se non ci siete mai stati, a vagare per le strade in cerca di qualche droga, con pensieri artistici di ambiguità sessuale e astinenza e una malinconia splendente e dolce nel cuore per ciò che è andato e scomparso e non potrà tornare. Scriverete i vostri versi dove capita, su una panchina, in una bar, nell’angolo decadente di qualche appartamento sfitto, nel cesso di una stazione in attesa della prossima dose d’eroina o botta di speed.  Ero al cineclub del gruppo anarchico Bakunin, a Garbatella e come al solito all’effetto delle immagini si aggiungeva quello dei bicchieri di birra e in alcuni momenti il v

The Beach Bum, Harmony Corine, 2019

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  Che personaggio Moondog, un pò Lebowski, un pò Iggy Pop, protagonista di questa favola psichedelica a lieto fine (nel quale assistiamo a una rielaborazione moderna del rituale del potlatch), un poeta metropolitano iconoclasta, dedito alle droghe, agli alcolici e alle donne. Harmony Corinne ci porta in un mondo incantato, dai colori acidi e pastello, in cui Moondog si muove joint in una mano e cocktail/birra nell’altra in una edonistica quanto seducente gioia di vivere, che i soldi, in parte, contribuiscono a fornirgli ma di cui non sono l’essenza. C’è qualcosa di più profondo che palpita fra le immagini, a dispetto di quanto questa pellicola possa apparire superficiale, ed è il cuore di Moondog, che rimane sempre puro (come lo sguardo del regista) e che si manifesta nella sua colorata e calda umanità, anche grazie al corpo e alla stravaganza attoriale di Matthew McConaughey, in questa sua bizzarra e grottesca interpretazione - Stoner movie in cui l’erba viene fumata in tutte le manie

Porcile, Pier Paolo Pasolini, 1969

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  Visioni antropofaghe sulle pendici di un vulcano, forze primitive e telluriche, un attimo di irraggiungibile poesia, Pierre Clementi con gli occhi lucidi che ripete, Ho ucciso mio padre, ho mangiato carne umana e tremo di gioia - Violenze e torture, corpi smembrati e divorati, prefigurazioni visive di Salò, anche se la nudità ancora non è dominio e sottomissione e sono solo i maiali l’oggetto del desiderio di una sessualità deviata, in quel teatro della perversioni che rimane fuori campo e narrato solo alla fine da Maracchione, il personaggio interpretato da Ninetto Davoli, con il suo volto angelico e chiaro, in una sala di una villa, in cui è stata messa in scena in chiave grottesca (Ferreri, Tognazzi, Lionello) la coscienza putrida dei padri e della società che hanno costruito - Julian (Jean Pierre Léaud) e Ida parlano d’amore e rivolta come se stessero recitando una filastrocca, per spezzare i dogmatismi dell’ideologia e anche una certa pedanteria didascalica, questi sono i figli