Trastevere, Fausto Tozzi, 1971
Mi ricordo le birre bevute sui gradini della fontana della piazza di Santa Maria in Trastevere e gli artisti di strada e le peroni scolate ai tavolini del Bar San Callisto, un po’ più in là, dove ancora si potevano vedere i reduci dei fattoni degli anni settanta, quelli che in questo film appaiono in vesti da hippy e con i capelli lunghi, fra loro c’è Nino Manfredi, pittore psichedelico e poliziotto con il vizio del fumo, già perché marijuana e hashish ti rincoglioniscono (e in alcuni casi è pure vero) e gli acidi (probabilmente le pasticchette di cui si parla) ti fanno dimenticare la bruttezza del mondo per fartelo vedere più colorato (che stronzata) ma qui la “droga” è male e basta e i giovani ne dovrebbero stare alla larga (quale indecente morale), poi c’è uno schifo variegato che emerge dalle immagini nei confronti di froci, ne(g)ri e fricchettoni, mentre altre cose si osservano con maggiore accondiscendenza come le mignotte, gli strozzini, i contrabbandieri e i nullafacenti vari p...