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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pedro Almodovar

The room next door, Pedro Almodòvar, 2024

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  Pedro Almodòvar si firma solo Almodòvar, nei titoli di testa, quasi a dirci che basterebbe questo piccolo gesto di vanità autoriale a ricordarci quello che troveremo in un suo film. E infatti gli elementi ci sono tutti: il melò, l’uso espressivo dei colori, gli universi femminili, la leggerezza con la quale riesce a trattare temi profondi. Forse c’è meno ironia e meno spirito dissacratorio, ma quello che conta sembra essere l’eleganza e l’essenzialità della regia, quasi interamente giocata sull’uso del primo piano, in cui il volto delle attrici protagoniste (Tilda Swinton e Julianne Moore) diventa strumento figurativo di scoperta psicologica ed emotiva delle loro vite e delle loro storie. C’è un quadro di Hopper nella casa dove le due donne si ritrovano nell’attesa che una di loro incontri la morte, una copia, certo, perché l’originale sarebbe impossibile da tenere in casa. Ma una copia così perfetta da sembrare vera. Ecco, anche The room next door è così, una copia impeccabile ...

Los amantes pasajeros, Pedro Almodovar, 2013

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  Mica mi dispiacerebbe farmi un volo con la Peninsula , per i miei spostamenti verso la Spagna, soprattutto, anche se qui la destinazione finale è un’altra, il Messico. L’aereo è però costretto a girare intorno a Toledo per effettuare un atterraggio di emergenza, a causa di un carrello che non funziona. Ma queste sono quisquilie, vediamo un pò cosa succede a bordo. Ci accoglie e accompagna la sublime frociaggine dei tre meravigliosi stewart (Cámara, Arévalo, Areces) su di giri per alcol e altre sostanze, che a un certo punto fanno esplodere uno sfavillante siparietto musicale ad alta quota sulle note di I’m so excited , per intrattenere i passeggeri, tra cui: una medium vergine che si farà una bella cavalcata fra le nubi, Cecilia Roth, in versione dominatrix , che ci racconterà di come i 6oo uomini più potenti di Spagna (re incluso, noto puttaniere) si siano inginocchiati ai suoi piedi obbedendo ai suoi ordini (e chi non lo farebbe), poi in cabina di pilotaggio si chiacchiera di b...

La ley del deseo, Pedro Almodovar, 1987

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  Si comincia con atti di masturbazione maschile solitaria, su un letto, davanti a uno specchio, le labbra che si toccano, una voce fuori campo che ti dice cosa fare se non bastasse quella della tua immaginazione (vi siete mai masturbati davanti al vostro riflesso?) - Poi doppiatori che fremono nella sala buia, poi una festa, una première, Eusebio Poncela (Pablo) tira strisce di coca in un cesso, forse lo stesso in cui Banderas (Antonio) si è appena sparato una sega, mormorando follame, follame … E gli appartamenti, gli interni, i colori, i libri, i dischi, Pablo con una cerveza in mano, i corpi abbracciati prima che la notte sprofondi fra le labbra di una notte impudica. Scrivere, scrivere, scrivere - Le dita sui tasti che battono senza tregua. Carmen Maura (Tina) entra in chiesa con la figlia, intonando canti sacri davanti a un prete che si ricorda di lei, che prima era un lui. Altari kitch dove pregare la vergine e conchiglie (vagine di pietra) da cui si ascolta il mare. La vit...

Dolor y gloria, Pedro Almodovar, 2019

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E’ l’incontro fra un regista e una persona amata, dopo tanti anni, in una notte di ricordi e malinconie, una bottiglia di tequila e un bacio appassionato per dirsi addio di nuovo. E’ l’infanzia e una madre come forse non ce ne sono più, i suoi occhi, i vestiti,  la sua voce. E poi i colori che esplodono negli arredamenti, negli oggetti, nelle locandine dei film attaccate alle pareti. Le storie, quelle scritte, quelle che il cinema racconta. Il dolore, quello del corpo, quello dei sentimenti. L’eroina, panacea di tutti i mali possibili. Madrid negli anni ottanta. La movida. L’essere stati parte di quel mondo e di ciò che esso ha significato. E Almodovar che diventa Banderas e gli regala un ruolo in cui le emozioni possano ancora formarsi e vibrare e toccarti la pelle e il cuore. Una pellicola intimista, fatta di rimandi e echi e di ogni singolo particolare che come un tassello brillante ha formato l’estetica delle opere del direttore spagnolo. Il passare degli anni, l’invecchiare, l...