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Porcile, Pier Paolo Pasolini, 1969

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  Visioni antropofaghe sulle pendici di un vulcano, forze primitive e telluriche, un attimo di irraggiungibile poesia, Pierre Clementi con gli occhi lucidi che ripete, Ho ucciso mio padre, ho mangiato carne umana e tremo di gioia - Violenze e torture, corpi smembrati e divorati, prefigurazioni visive di Salò, anche se la nudità ancora non è dominio e sottomissione e sono solo i maiali l’oggetto del desiderio di una sessualità deviata, in quel teatro della perversioni che rimane fuori campo e narrato solo alla fine da Maracchione, il personaggio interpretato da Ninetto Davoli, con il suo volto angelico e chiaro, in una sala di una villa, in cui è stata messa in scena in chiave grottesca (Ferreri, Tognazzi, Lionello) la coscienza putrida dei padri e della società che hanno costruito - Julian (Jean Pierre Léaud) e Ida parlano d’amore e rivolta come se stessero recitando una filastrocca, per spezzare i dogmatismi dell’ideologia e anche una certa pedanteria didascalica, questi sono i fi...

Luoghi di cinema, Le cascate di Chia

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  Dalle parti di Bomarzo, non troppo lontano dal famoso parco dei mostri, ce ne è un altro che meriterebbe di essere visitato, quello delle cascate di Chia. Ci sono cerri e roverelli, a cui si alternano cespugli di biancospino e pungitopo, in un’atmosfera quieta e magica. Poi ci sono alcuni sentieri.  Percorrendone uno si arriva a delle piccole cascate, un’aera piena di antica meraviglia e proprio qui Pasolini, girò la scena del battessimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo. Oltre a lui, questa zona è stata il set scelto da altri registi, per alcune sequenze dei loro film: Mario Monicelli per l’Armata Brancaleone, Dino Risi per il Profeta, Sergio Citti per Casotto, solo per citare i più famosi. Continuando a camminare le rocce si fanno più grandi, si incrociano rovine di antichi mulini e grotte etrusche, c’è la presenza di qualcosa di mistico, di arcaico, di perduto eppure ancora vivo. Torniamo indietro e ci dirigiamo verso l’antica torre di Chia. Un luogo amato da Pasolin...

Medea, Pier Paolo Pasolini, 1969

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  Tutto è santo, tutto è santo, tutto è santo - Cinema visionario e antropologico, narrato attraverso la ricchezza visiva delle immagini, dei colori, dei costumi - Testi classici rielaborati in chiave pittorica, dove la forza delle parole trascende la propria natura verbale per diventare corpo filmico, smembrato e divorato, ricostruito secondo logiche liriche, ritmato da pulsioni ancestrali, circondato dai misteri di luoghi magici e antichi - Rituali pagani attraverso atti di violenza e catarsi, il dischiudersi davanti ai nostri occhi di un mondo tragico e perduto, posseduto da presenze ctonie - Le alte mura di fortificazioni desertiche, le geometrie visive di cortili rinascimentali, la presenza magnetica e enigmatica di Maria Callas, maschera ambigua del mistero dell’universo femminile - Sonorità rarefatte e ipnotiche, dissonanti e ataviche - Osserviamo questa costante meraviglia della macchina da presa nello svelare i segreti di una dimensione altra, ignota e seducente, piena di ...

Uccellacci e uccellini, Pier Paolo Pasolini, 1966

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  Si muovono in un limbo spaziale quanto temporale, Ninetto e Totò. Un non-luogo dove non c’è più differenza tra passato e presente, dove la campagna romana con i suoi ruderi sfuma in lontananza con le sagome del Colosseo Quadrato e della basilica di San Paolo. Un non-luogo dove i resti della cultura contadina (il cibo, le case, il linguaggio) si mischiano con le novità d’importazione americana (i balli, la musica) e con l’avanzare di un’urbanistica che con i suoi palazzoni distruggerà tutto quanto. Non solo inglobando fisicamente contadini e poveracci, quanto inserendoli in un ordine delle cose che ne eliminerà completamente la visione del mondo. Un non luogo dove il tempo si espande e si allarga in ottiche passate, dove si vede San Francesco che dice a due frati (interpretati sempre da Totò e Ninetto) di parlare agli uccelli. Per insegnare loro che l’amore di Dio va oltre i propri istinti e oltre le classi sociali. Un insegnamento d’amore e di uguaglianza.  Una favola. O f...