30 Days of Night, David Slade, 2007
Barrow, Alaska. Ultimo avamposto della società americana prima del bianco assoluto dei ghiacciai artici. Agglomerato umano composto da caratteri stereotipati pronti al massacro. L’idea interessante: quale luogo migliore per vivere per alcuni vampiri affamati se non una località dove la notte dura un mese intero? La realizzazione: si parte da una graphic novel (Niles e Templesmith) con un attento lavoro su colori e fotografia, impasti cromatici e contasti visivi. Le tonalità predominanti sono il bianco delle distese innevate, il rosso vivo del sangue, il blu-nero metallico della notte. Gli inganni: la sceneggiatura è scritta in maniera meccanica, sfruttando le svolte del racconto per evidenti esigenze di incastro narrativo. Un esempio: l’incidente che costringe Stella a rimanere a Barrow. L’ipocrisia: usare il genere horror, ancora una volta, come strumento per esaltare i valori della società americana. Sacrificio, famiglia, matrimonio, tutti elementi che inv...