Post

Visualizzazione dei post da settembre, 2020

La Pianista, Michael Haneke, 2001

Immagine
Claustrofobie emotive e implosioni dei sentimenti che la ragione (l’intelligenza?) vogliono tenere innocui - Atti di violenza fisica come disperate messinscena di fantasie proibite, racchiuse in una scatola, nascosta sotto un letto, sul quale nulla verrà mai consumato - Una lettera in cui le parole raccontano i desideri di una personalità turbata, la cui sessualità repressa si manifesta in comportamenti devia(n)ti, osceni, mai condivisi - L’interno di una cabina di un peep-show, dove visionare film pornografici, annusando fazzoletti sporchi di sperma, poi piaceri urinari in occasioni di voyeurismo notturno - Il controllo, sopra ogni cosa, quello di una madre in simbiotica convivenza con la figlia, quello musicale, di una professoressa che usa gli spartiti dei compositori come strumenti punitivi nei confronti dei propri alunni - Pezzi di vetro nella tasca di un cappotto, frustrazioni taglienti e lucide - Ancora il controllo, quello registico, di Michael Haneke, delle sue inquadrature ch