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Total Recall, Paul Verhoeven, 1990

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Intorno all’idea dell’egotrip, che ci si immagina sia roba di Philip K. Dick, si accumulano tutta una serie di altri elementi che poi trasformeranno il film in un ibrido molto diverso dalle tematiche care allo scrittore americano. L’egotrip ha qualcosa di lisergico, nel nome, nella possibilità di esistere in realtà espanse della nostra immaginazione e qualcosa di cinematografico, nel trasformare la memoria in un vissuto narrativo di cui essere protagonisti. Anche Cronenberg aveva accarezzato il progetto e di suo rimangono gli elementi mutanti dei corpi di alcuni abitanti di Marte, compreso Kuato. A Paul Verhoeven invece si deve una regia accurata ed elegante, creativa e funzionale, mentre Sharon Stone aggiunge brividi sensuali ed erotici alle immagini con la sua sola presenza. Il corpomacchina di Scharwzenegger, poi, sposta definitivamente il film nel territorio dell’action, con i suoi muscoli pronti a tutto, fra esplosioni, sparatorie e duelli fisici. Inoltre ci sono effetti visivi ri...