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Adolescence, Philip Barantini, 2024

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È un mondo alieno eppure ci circonda, quello degli adolescenti (inglesi? Di ogni nazione?), con un loro alfabeto, i codici, i segni e i gesti di riconoscimento, un mondo in cui la tecnologia distrae dal reale (e cosa è reale oggi?) e crea nuove forme di comunicazione e dipendenza, territori inesplorati e pericolosi, dove si rischia di perdersi e smarrirsi, in un labirinto percettivo e cognitivo di cui non si conosce ancora la mappatura precisa (sempre ammesso che possa esistere), perché in continuo cambiamento ed evoluzione. Un mondo dal quale gli adulti sono esclusi, che osservano o vivono dai margini di silenzi e brevi conversazioni, di cui cercano di interpretare segnali o parole, che diventano, anche per i più attenti, solo interferenze nei loro cicli quotidiani, rumore bianco, disturbo di una stabilità sociale che si basa su una concezione e una conoscenza differente (da quella dei ragazzi) di ciò che hanno intorno (e dentro). In questa dimensione fisica e psichica instabile, i...