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Visualizzazione dei post da marzo, 2022

Im Keller, Ulrich Seidl, 2014

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  Stranezze, bizzarrie e ossessioni dal sottosuolo. Pitoni in teche di vetro, bambolotti dalle sembianze di neonati in scatola, cimeli nazisti, dungeon per estimatori del sadomasochismo, poligoni di tiro, minivasche per nuotare, minibar, salette musicali, teste di animali impagliate e attaccate alle pareti, playroom. Nei propri scantinati, uomini e donne, danno sfogo ai loro desideri, di qualunque natura essi siano. Lo sguardo di Ulrich Seidl è algido, freddo, oggettivo, formalmente impeccabile, penetrante, geometrico. Ogni inquadratura è un piano fisso che ritaglia una porzione dello spazio privato dell’intimità e della vita di alcune persone. Quello che vediamo potrebbe scioccare o provocare strane reazioni, dipende dalla nostra educazione e da quali siano i nostri valori morali.  Sesso e nazismo sono due argomenti tabù in Austria, soprattutto nelle zone cattoliche e conservatrici. Non mancano infatti crocefissi e rosari vari disposti sulle pareti delle stanze di alcuni scantinati. C

Blackhat, Michael Mann, 2015

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  Esiste un labirinto informatico criptico, inaccessibile per chi non ne ha le elettroniche e quasi esoteriche conoscenze, fatto di dati, numeri, codici, un universo in movimento, luminoso, pulsante che si manifesta in circuiti di connessioni ipertecnologiche, comandate da un linguaggio alieno, sostanzialmente indecifrabile, del quale alcuni uomini, gli hacker, hanno il controllo e così possono acquisire potere, come gli sciamani di un tempo, tramite l’utilizzo di una tastiera, un laptop, un telefono cellulare.  Tutto in questo mondo si muove in maniera veloce ed è come vivere in una allucinazione comune e collettiva in cui il reale non è altro che una apparentemente  tangibile presenza di tutti quegli elementi che è stata la nostra mente a creare. In forme quasi astratte di pensiero, di consapevolezza zen dell’esistenza, vanno prese decisioni, fatte scelte, assunti rischi, modellati piani di azione. Ad un flusso simile a quello dello scorrere dei dati diventa il ritmo delle immagini

Cosmopolis, David Cronenberg, 2012

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  Il topo sarà la nuova unità monetaria mondiale mentre lo yuan continua a salire e Eric Parker sta perdendo milioni di dollari, fra flussi di informazioni da (in)seguire, come fossero gli elementi alfanumerici di una matrice capace di creare un’altra realtà possibile, quella del cybercapitale e delle sue visioni, in cui ogni fenomeno dovrebbe essere riconducibile al denaro ma non è così, si sono sviluppate delle zone d’ombra, dei segmenti che fuggono da ogni prevedibilità, schegge impazzite, le potremmo chiamare - Uno spettro si aggira per il mondo, quello del capitalismo - L’anarchia afferma che un atto distruttivo è un atto creativo - E intanto si scivola nel ventre amniotico di una iperaccessoriata limousine, insonorizzata, perché l’esterno è solo white noise. Eric Parker vuole darsi una sistemata ai capelli e deve raggiungere il suo barbiere dall’altra parte della città, intanto, nel lento tragitto, diversi personaggi entrano nella sua limo per incontrarlo, lui fa sesso, odora di

Borsalino, Jacques Deray, 1970

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A quanto pare il nostro Rocco Siffredi ha preso il suo nome d’arte da quello del personaggio (Roch Siffredi) interpretato da Alain Delon in questo film, tanto di  cappello (Borsalino è un noto brand di copricapi), dunque, a lui e a Capella (che non è il nome di un altro porno attore ma quello del personaggio interpretato da Jean Paul Belmondo) e a questo lungo-metraggio diretto da Jaques Deray! Vestiti firmati, belle donne, gli anni trenta, le macchine d’epoca, il milieu della malavita, i boss, il racket (esilarante la sequenza al mercato del pesce), il gioco d’azzardo, i bordelli, le ballerine, le prostitute per le vie, gli alcolici (il pasti s, il cognac), i colori e gli odori di Marsiglia e della sua cucina (il basilico, che insieme all’aglio e alla menta sempre mi fanno pensare a Jean Claude Izzo) e poi Delon e Belmondo, il loro fascino, algido e ipnotico quello del primo, irriverente e canagliesco quello del secondo, messi insieme formano un’accoppiata seducente e ironica, bri

Los amantes pasajeros, Pedro Almodovar, 2013

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  Mica mi dispiacerebbe farmi un volo con la Peninsula , per i miei spostamenti verso la Spagna, soprattutto, anche se qui la destinazione finale è un’altra, il Messico. L’aereo è però costretto a girare intorno a Toledo per effettuare un atterraggio di emergenza, a causa di un carrello che non funziona. Ma queste sono quisquilie, vediamo un pò cosa succede a bordo. Ci accoglie e accompagna la sublime frociaggine dei tre meravigliosi stewart (Cámara, Arévalo, Areces) su di giri per alcol e altre sostanze, che a un certo punto fanno esplodere uno sfavillante siparietto musicale ad alta quota sulle note di I’m so excited , per intrattenere i passeggeri, tra cui: una medium vergine che si farà una bella cavalcata fra le nubi, Cecilia Roth, in versione dominatrix , che ci racconterà di come i 6oo uomini più potenti di Spagna (re incluso, noto puttaniere) si siano inginocchiati ai suoi piedi obbedendo ai suoi ordini (e chi non lo farebbe), poi in cabina di pilotaggio si chiacchiera di bises

William S. Burroughs: A Man Within, Yony Leyser, 2010

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  Il documentario non è tanto sull’opera di WSB quanto sugli effetti della sua scrittura, sul lascito che la sua produzione letteraria ha avuto su una moltitudine di altri artisti. Patti Smith lo vedeva spesso nel Chelsea Hotel, dove si  fermavano a chiacchierare nell’anticamera (il tutto descritto in Just kids ) e ne trasse profonda ispirazione per le liriche del suo album d’esordio Horses . Iggy Pop lo cita in un paio delle sue canzoni dai testi alquanto semplici ma sublimate dalla pura furia musicale del punk. Poi Kurt Cobain e Sonic Youth. David Cronenberg ci ha fatto un film su Naked Lunch , forse il libro in assoluto più difficile da trasformare in una pellicola - Tagli, tagli, tagli - Cut Up - In un certo senso questo stile narrativo è puro editing, affidato alla casualità degli incastri, delle parti tagliate che si mettono insieme - In incastri di casualità puro narrativo editing insieme tagliate difficile senso - Peter Weller parla con il suo sigaro fallico, il suo sigaro fal

Il caso Mattei, Francesco Rosi, 1972

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  I l petrolio. Il metano. I pozzi. Nord Africa, Pianura Padana, Iran, Sicilia. Punti di un mappa geografica di strategie politiche ed economiche. Un aereo in volo, a segnare segrete connessioni. Un incidente. Un disastro. La morte di Enrico Mattei. Ricostruiamo i fatti, come fossero un mosaico i cui tasselli sono gli stessi della storia italiana dal dopoguerra fino agli anni sessanta. Rosi elabora un personale linguaggio cinematografico, stratifica e frammenta il racconto tradizionale, in cui in un continuum spaziotemporale diegetico si alternano documenti, interventi, immagini di repertorio, attori, personaggi reali, fiction e cronaca. Volontè è un gigante che troneggia sul mondo delle immagini, nel corpo e nei panni di un uomo che vuole porsi al di sopra di tutto, forse anche per questo ossessionato dal volo, posseduto da un desiderio di grandezza che diventa un’iperrealista rappresentazione di qualcuno in perenne movimento, votato alla velocità, in una machiavellica girandola di in