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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

The Odissey, Christopher Nolan, 2026

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Le onde e il mare. I ricordi e la memoria. Un film sul tempo, quello di Nolan, da sempre affascinato dal suo scorrere. Un tempo che fluisce, si frammenta, si disperde, di dimentica e infine si ricollega, prendendo le forme del racconto, dell’epopea, dell’opera cinematografica. Alcuni brevi fotogrammi, quelli di Argo da cucciolo tra le mani di Ulisse, poi la sua morte fulminea dopo averlo riconosciuto. Forse solo un attimo e tutta la vita che è trascorsa e passata al suo interno. Come nel wormhole di Interstellar. E l’Odissea non è altro che l’archetipo narrativo di tutti i viaggi (quelli di fantascienza compresi, Kubrick docet), mentre il ritorno attende l’eroe con le sue insidie e le sue prove, affinché un cerchio si chiuda e si possa ripartire per un cammino diverso da quello da cui eravamo venuti. La magniloquenza della messinscena, la visionarietà filmica, il mostrarsi di un mondo arcaico, magico, simbolico, perduto. Sul punto di sgretolarsi. Dove la legge di Zeus ci ricorda qua...