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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

The Hustler, Robert Rossen, 1961

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Stanze di appartamenti, in cui inventarsi un amore etilico o quelle fatiscenti di una pensione da quattro soldi, dove rifugiarsi e pensare a un altro modo per tirare avanti, per poi immergersi nella vita, quella rinchiusa in una sala da biliardo, quella avvolta dalla luce penetrante della città. In questo tentativo di sopravvivenza tutta americana, tra possibilità e sconfitte, si svela un mondo dominato dal denaro, attraverso il quale si insegue il miraggio di una (auto)realizzazione totalmente illusoria. Si scommette su ogni cosa, pool , cavalli, carte; il bisogno della prossima puntata invade l’anima dei personaggi, portandoli in un vortice di dipendenza dal gioco che rischia di diventare fine a sé stesso e proprio all’interno di questo caotico turbinio, la cui fine risiede nel desiderio di emancipazione, di innalzarsi dalla mediocrità, Eddie lancerà una sfida ai propri demoni, dimostrando una innata forza interiore che però non sa bene dove indirizzare e come gestire, finendo per tr...

Necropolis, Franco Brocani, 1970

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La funzione del labirinto è quella di farci perdere, di non lasciarci uscire. Necropolis è dunque un filmlabirinto nel quale dobbiamo smarrirci, appositamente e appassionatamente sconnesso, visionario, lisergico. Una serie di stanze, allestite secondo paradigmi mentali alterati, spoglie e minimaliste o con residui colorati della pop art, uno studio cinematografico (il numero 5, lo stesso di Fellini) trasformato nel mosaico impazzito di incontri occasionali, dove il labile confine fra teatro, cinema, performance e realtà si scioglie e ricompone in nuovi scenari apocalittici e immorali, in cui gli attori compaiono e poi svaniscono, parlando, vaneggiando, confessandosi, improvvisando - Carmelo Bene, Tina Aumont, Pierre Clementi - Un cinema a cui accostarsi spogliandosi delle proprie convinzioni e certezze per lasciarsi trasportare in una dimensione altra e ipnotica, potenzialmente noiosa e incomprensibile perché al di fuori delle logiche spettacolari e commerciali, con molteplici riferime...

O abismu, Rogério Sganzerla, 1977

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Tutto è uno. Trascendenze sciamaniche e deità egizie, alterazioni cosmiche, visioni del mare, degli alberi, dei promontori, delle scogliere - Divinità elettriche, le canzoni di Jimi Hendrix, una macchina in movimento, un uomo dalle lunghe unghie arcuate, un uomo con una pistola, un folle, un assassino - Le droghe allucinogene, da qualche parte, certo, perché l’abisso sia profondo e la nostra arcaica natura si perda dentro di esso - A guardare le stelle si diventa ciechi, a bere le stelle se ne scopre il mistero, cannibalismi semantici, sincopate sezioni ritmiche, l’arrivo delle onde, il suicidio dell’ego, il vuoto della mente, ci ritroviamo dall’altra parte, le regole sono state infrante e il cinema si sposta su un altro livello di percezione: frammentata, illogica, schiumante, pura. Schegge impazzite, caleidoscopi di interazioni svanite, i riflessi delle luci, la musica che non vuole fermarsi - Monologhi lisergici, trasmissione di conoscenze aliene e alienanti, le verità nascoste, so...