The Wolf of Wall Street, Martin Scorsese, 2013
Ci sono le droghe, perché a Wall Street senza di loro non si può fare un cazzo, la più usata è la cocaina, perché i ritmi sono frenetici e bisogna sempre essere al massimo delle prestazioni, bisogna anche farsi un paio di seghe al giorno, come suggerisce Mark Hanna (nella geniale interpretazione di Matthew McConaughey), mentre si scola un vodka e martini in un ristorante all’ora di pranzo e racconta le sue teorie a Jordan Belfort, che le droghe le amerà, in seguito, quasi come i soldi e il sesso. Siamo lontani dalla visionarietà postmoderna di Cosmopolis , nessuna trascendenza è possibile mentre si guardano i grafici dell’andamento della borsa, è puro caos dal quale tirare fuori soldi. Poi c’è il quaalude, che ormai non è più in commercio e J. Belfort dice che ci siamo persi un grandissimo sballo e dobbiamo proprio credergli, visto gli effetti durante i suoi party selvaggi organizzati in aereo, ufficio, albergo, casa. Droghe e soldi e troie, perché le donne che gravitano ...