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Scarlet Street, Fritz Lang, 1945

Immagine
  È un percorso di sottomissione, quello compiuto da Christopher Cross (Edward G. Robinson) verso la giovane prostituta Kitty (Joan Bennet), che culminerà in un apice di puro feticismo, ovvero il momento in cui lei le offrirà un piede per farsi dipingere le unghie. Quello sarà infatti il capolavoro dell’uomo, quel contatto fisico che sposterà la sua arte dall’immaginazione alla realtà. Chris, che di lavoro fa il cassiere in una banca, ha una passione parallela, quella della pittura. I suoi quadri, però, come lui stesso ammette, mancano di prospettiva. Nel senso che ciò che viene dipinto è una rappresentazione del reale che poco ha a che fare con l’oggetto originale. E così è anche la maniera in cui egli vede la giovane Kitty, che palesemente non fa altro che ingannarlo per farlo cadere ai suoi voleri. Già nel rapporto con la propria moglie l’attempato signore appare succube di ciò che lei dice, denigrato e ridicolizzato (indossa un grembiule quando svolge i lavori domestici) e tota...