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L'uomo della strada fa giustizia, Umberto Lenzi, 1976

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  C’è una cornice, quella storica, della società italiana della metà degli anni settanta, con la sua violenza extraparlamentare e malavitosa e a volte tutte e due messe insieme. Una cornice che probabilmente Dardano Sacchetti (sceneggiatore insieme a Lenzi) ha fabbricato rifacendosi a molti dei fatti di sangue dell’epoca. Mi ricordo che DS suggeriva di scrivere una sceneggiatura in questo modo, partendo da ritagli di giornale, da notizie e poi costruendoci una trama sopra. C’è un’altra cornice, quella cinematografica e di genere. All’interno della quale L’uomo della strada fa giustizia assume più valore rispetto ad una lettura politica o morale. Certo, ci sono alcuni temi importanti che vengono toccati, come quello della giustizia, cioè cosa fare quando la legge è impotente o se sia lecito trasformarsi in una sorta di giustiziere solitario per ottenere una vendetta personale (o di far parte di ronde neofasciste in stile ku-klux-klan, per una collettiva) ma francamente tutto questo...