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Father Mother Sister Brother, Jim Jarmusch, 2025

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Tre storie in cui si alternano movimento e staticità, passaggi in macchina, passaggi emotivi, passaggi di tempo. Per poi sedersi a parlare e anche se i piani e le inquadrature rimangono fissi si ha l’impressione di spostarsi all’interno di sensazioni e malinconie, dal presente al passato e ritorno, attraverso foto, oggetti, disegni, frasi, mentre i legami familiari, invisibili eppure presenti tengono uniti i frammenti, che si collegano in una forma ormai stilizzata del racconto da cui emergono una leggerezza e una precisione registica che rasentano la perfezione. Jarmusch raggiunge un equilibrio narrativo e filmico attraverso una sua personale cifra stilistica che sa ormai cogliere l’essenziale, quello che solo il cuore può percepire e ce lo rimanda in  un lento fluire di immagini che in alcuni momenti rallentano fino ad improvvisi e inaspettati satori (i ragazzi sullo skate). Luoghi diversi (New Jersey, Dublino, Parigi), esistenze differenti, accomunate da una visione d’insieme c...