Cani arrabbiati, Mario Bava, 1974


Road movie teso e claustrofobico, alimentato dalla violenza fisica e psicologia che si impossessa dei personaggi, in un gioco di potere e controllo, che ci porterà in una spirale vorticosa di atti al limite del sadismo, tra depravazioni e fantasie erotiche varie. Mario Bava si inserisce in un genere che andava alla grande in quel periodo e lo modella attraverso lo spazio (quello chiuso di una macchina) e il tempo (serratissimo attraverso il montaggio), con attori che oscillano tra paura e calma, follia ed eccitazione, dominio e sottomissione. L’uso singolare dei dettagli degli occhi restringe ancora di più il recinto dell’inquadratura, imponendo una visione ravvicinata di vittime e carnefici, i cui corpi sudati, sporchi, insanguinati diventano la materia prima di una pellicola malata e maledetta, non solo nei suoi picchi di violenza ma anche nella sua stessa realizzazione, che ha una storia a parte, fatta di tagli della produzione, necessità di denaro, scene non girate, doppiaggi postumi, mancata distribuzione, diversi titoli e molti finali alternativi. Si ha la sensazione di precipitare in un incubo urbano del quale le strade percorse sono come fili di una ragnatela psicotica da cui non si riesce a scappare, le brevi soste servono solo a ricaricare la tensione, in un susseguirsi di situazioni sempre sul punto di generare nuovi attacchi di crudeltà. Non c’è pietà per nessuno e così si rimane con il fiato sospeso nei tragitti forzati del panico, tra cani arrabbiati e da rapina, rapimenti, fughe e morti feroci.


 

Commenti

Post popolari in questo blog

The Misfits, John Houston, 1961

Macbeth, Roman Polanski, 1972

The man who fell to earth, Nicolas Roeg, 1976