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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

Esterno Notte, Marco Bellocchio, 2022

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Sembra di essere sempre sul punto di entrare dentro l’intimità dei personaggi, nelle camere da letto, in quelle segrete, le stanze del potere, quella della prigionia di Moro, quelle in cui vivono in clandestinità i brigatisti eppure ne rimaniamo fuori, in un esterno costante che diventa il fulcro della narrazione, quell’altrove ormai lontano che trova un suo peso nel semplice manifestarsi come trama, come un intreccio talmente ben costruito, con i suoi misteri e i suoi inganni, che ci si chiede se davvero non ci sia stato dietro di esso una mente che l’abbia accuratamente elaborato e sul quale ancora abbiamo dubbi e domande, echi di inquietudini svanite, risposte mai ricevute.  Doveva essere un periodo di estrema confusione o di epocale lucidità quello degli anni settanta, con una generazione che una volta prese le armi non ha poi più ben saputo cosa farci, se non uccidere e fantasticare su una rivoluzione che non sarebbe mai arrivata.  Bellocchio pare avere in parte nostalg...

Bassifondi, Francesco Pividori, 2022

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  È un microcosmo fatto di sporcizia, rifiuti, urina e feci, sorci e residui umani quello in cui vivono e si muovono Romeo e Callisto, due senzatetto romani, un mondo di degradante e innominabile libertà, una dimensione parallela e altra, al di sotto di quella ordinaria, un abisso esistenziale nel quale sprofondare o dove reinventarsi al di là di ogni presunta aspettativa della società borghese. Se vivete a Roma e qualche volta siete usciti la sera per farvi qualche birra a Trastevere, sicuramente vi sarà capitato di andare poi a fare una pisciata sulle scalinate che portano al fiume. Se proseguite camminando si arriva proprio dove è stato girato il film, tra ponte Sisto e ponte Garibaldi e magari, mentre vi rollate una canna, avrete visto i miserabili accampati lì sotto. Francesco Pividori (da una sceneggiatura dei fratelli D’Innocenzo) non si inventa nulla, semplicemente ha il coraggio di mostrare quello che viene nascosto dalla città, perché sopra ci sono i locali, i ristoranti,...

Cisco Pike, Bill L. Norton, 1971

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Lo spirito di un’epoca con tutte le sue contraddizioni, la sua confusa bellezza, il sapore della libertà, quello del fallimento, la malinconia del crepuscolo, l’odore dell’erba, i colori della musica. Ed è proprio una grande partita di marijuana, quasi cento chili, che Cisco Pike deve vendere per conto del detective Leo Holland (Gene Hackman), che l’aveva precedentemente sequestrata - Un poliziotto preoccupato dalla propria esile pensione, che vuole così assicurarsi una buona vecchiaia - Nei panni di Cisco Pike troviamo Kris Kristofferson, che incarna a pieno titolo lo spirito di cui si diceva, in bilico sulla propria rovina, quando il talento musicale non riesce a diventare anche un guadagno economico e allora si ritorna ai vecchi modi per fare soldi: spacciare - Panetti d’erba segati sui tavoli della cucina, i contatti, gli incontri, gli scambi - E intorno una varia umanità, il mondo della musica permeato da un’aurea lisergica, quello senza scrupoli della polizia, la seducente promes...