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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Cani arrabbiati, Mario Bava, 1974

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Road movie teso e claustrofobico, alimentato dalla violenza fisica e psicologia che si impossessa dei personaggi, in un gioco di potere e controllo, che ci porterà in una spirale vorticosa di atti al limite del sadismo, tra depravazioni e fantasie erotiche varie. Mario Bava si inserisce in un genere che andava alla grande in quel periodo e lo modella attraverso lo spazio (quello chiuso di una macchina) e il tempo (serratissimo attraverso il montaggio), con attori che oscillano tra paura e calma, follia ed eccitazione, dominio e sottomissione. L’uso singolare dei dettagli degli occhi restringe ancora di più il recinto dell’inquadratura, imponendo una visione ravvicinata di vittime e carnefici, i cui corpi sudati, sporchi, insanguinati diventano la materia prima di una pellicola malata e maledetta, non solo nei suoi picchi di violenza ma anche nella sua stessa realizzazione, che ha una storia a parte, fatta di tagli della produzione, necessità di denaro, scene non girate, doppiaggi postu...