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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Sirat, Óliver Laxe, 2025

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Presenze aliene e totemiche, quelle delle enormi casse posizionate sulla terra rossa e arida, un muro del suono pulsante e vivo, che le stesse rocce, le pareti scoscese e brulle, sembrano assorbire mentre i corpi si avvicinano agli speaker in un movimento estatico indotto dalle droghe ( of course ) e dalla techno e si uniscono in una entità apollinea e dionisiaca, sound and vision , da cui riemergere quando il rave sarà finito. Ed è proprio questa cultura al centro del film, al di là dei risvolti tragici della storia e dei vari pretesti narrativi per mandarla avanti, una cultura fatta di sonorità elettroniche, giganteschi trucks con cui spostarsi e sostanze psicotrope (acido, ecstasy, mdma) a cui affidare le proprie percezioni. Un nomadismo tribale contemporaneo alimentato dalla ricerca di libertà (o del prossimo luogo in cui allestire un free party ). Sirat è un viaggio verso il nulla ma anche un’esplorazione spirituale dello spazio, quello arcaico e ipnotico del deserto, quello i...

No Other Choice, Park Chan - wook, 2025

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  Un dialogo apparente fra spazi architettonici chiusi, abitabili, magnificamente arredati e quelli naturali limitrofi, che li circondano e li ampliano, testimoni silenziosi  di atrocità varie, di sepolture e segreti. Un apparente dialogo fra datori di lavoro e dipendenti, attraverso logiche di mercato e capitale, licenziamenti, assunzioni, taglio del personale. L’angoscia della perdita del lavoro si trasforma in stasi alcolica o nell’eliminazione diretta di possibili rivali, la macchinazione motivazionale ha presupposti psicologici e materiali, il denaro, i propri beni, il mantenimento della famiglia e dello status sociale.  Le industrie (della carta, di qualsiasi tipo) proseguono lungo il cammino tecnologico, macchine e intelligenza artificiale prenderanno il posto degli operai, nella lotta alla sopravvivenza salariale sembra non esserci scelta, il nucleo famigliare si stringe intorno a chi può produrre reddito, affinché l’equilibrio del proprio stile di vita non si sb...

Father Mother Sister Brother, Jim Jarmusch, 2025

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Tre storie in cui si alternano movimento e staticità, passaggi in macchina, passaggi emotivi, passaggi di tempo. Per poi sedersi a parlare e anche se i piani e le inquadrature rimangono fissi si ha l’impressione di spostarsi all’interno di sensazioni e malinconie, dal presente al passato e ritorno, attraverso foto, oggetti, disegni, frasi, mentre i legami familiari, invisibili eppure presenti tengono uniti i frammenti, che si collegano in una forma ormai stilizzata del racconto da cui emergono una leggerezza e una precisione registica che rasentano la perfezione. Jarmusch raggiunge un equilibrio narrativo e filmico attraverso una sua personale cifra stilistica che sa ormai cogliere l’essenziale, quello che solo il cuore può percepire e ce lo rimanda in  un lento fluire di immagini che in alcuni momenti rallentano fino ad improvvisi e inaspettati satori (i ragazzi sullo skate). Luoghi diversi (New Jersey, Dublino, Parigi), esistenze differenti, accomunate da una visione d’insieme c...