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The Unbearable Weight of Massive Talent, Tom Gormican, 2022

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  Culto della personalità e delle proprie doti artistiche, reali quanto presunte, per Nicolas Cage, nella narcisistica rielaborazione di sé stesso, attore sul punto della bancarotta, che decide di partecipare alla festa di compleanno di un suo superfan, in cambio di un cospicuo budget - Metodi di recitazione sciamanica, apparizioni di doppi attoriali per scariche adrenaliniche di autostima, fuori e dentro dal personaggio e dagli insegnamenti di Stanislaski, incursioni cinefile nell’espressionismo tedesco, con lodi al Gabinetto del dottor Caligari per poi finire a piangere davanti alla visione di Paddington 2 - Autocitazionismo e memorabilia personali, nella glorificazione del proprio passato, poi un viaggio a Mallorca, il lusso e un bicchiere di bourbon per alleggerire la vita, feste di compleanno per alcoliche performance al pianoforte, una figlia e una moglie che se la ridono incredule delle cazzate di Nick, un tiro da una canna dopo un tuffo dalla scogliera, gocce di acido sulla...

Der Amerikanische Freund, Wim Wenders, 1977

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  What’s wrong with a cowboy in Hamburg? Chiede Dennis Hopper a Nicolas Ray, nel suo studio di pittore, fra le sue tele, che forse saranno vendute o forse no, arte e denaro, colori e falsificazioni, il rosso sanguigno della facciata del palazzo dove Nicolas Ray vive, quello dei titoli di testa, il blu delle sue opere, quello per cui è divenuto famoso - Dennis Hopper è sul balcone della villa in cui risiede ad Amburgo, si affaccia alla ringhiera recitando i versi della canzone finale di Easy Rider - Malinconie e perdite interiori, smarrimenti psichici, una serie di polaroid scattate in autoritratti sequenziali, espressioni fermate nel tempo, le lacrime che iniziano a scendere - Amburgo, Parigi (esterni, il sottopassaggio di Ultimo Tango), NewYork, spazi metropolitani che si intersecano e combinano in una mappa filmica avvolgente e ipnotica - Sarà un malinteso, una reazione inopportuna di Bruno Ganz quando viene introdotto a Ripley (D.H) a mettere in moto il susseguirsi della trama,...

La Vallèe, Barbet Schroeder, 1972

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  Obscured by clouds è il titolo dell’album dei Pink Floyd con la soundtrack di questo film ed è anche un’espressione usata per indicare una zona bianca su una mappa, un’area inesplorata che appare come se fosse coperta dalle nuvole. In questo ambiguo spazio toponomastico si trova la Vallée, la meta mistica e spirituale verso la quale un gruppo di persone si dirigono in un ennesimo viaggio di scoperta del mondo e di sé stessi. Proseguendo il ritratto fatto della controcultura e degli hippies in More , Barbet Schroeder ci mostra altre delle utopie di quella generazione, come l’amore libero e la ricerca di luoghi incontaminati (immaginari quanto reali) nei quali emanciparsi dai condizionamenti della società occidentale.  Protagonista femminile è Viviane (Bulle Ogier), arrivata in Nuova Guinea dalla Francia, da prima attratta da rare piume di uccelli esotici e poi dal desiderio di esplorare parti sconosciute della realtà  e del suo mondo interiore. Unitasi ad un gruppetto ...

Victoria, Sebastian Schipper, 2015

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  Siamo in un club, a Berlino, le luci stroboscopiche e la techno, una ragazza spagnola che balla, la macchina da presa le sta addosso, quello sguardo non la lascerà più, ci farà immergere totalmente negli avvenimenti della notte, negli incontri, nei rapporti umani, quelli con dei ragazzi tedeschi, che Victoria conoscerà poco dopo e che la porteranno con loro, prima solo a bere e scherzare poi in qualcosa di più profondo e sconosciuto – I battiti del cuore aumenteranno, l’adrenalina trasformerà la percezione, si vive dentro la storia, con i personaggi, si respira insieme a loro, si possono provare le stesse emozioni, sempre più intense, cambiamenti repentini ed improvvisi, una corsa verso una impossibile fuga, la realtà che non lascia scampo come in un incubo da cui non si riesce più ad uscire.  Le uniche pause concesse dal regista a questa immedesimazione totale sono quelle sonore, ci si allontana per alcuni minuti dall’esperienza diretta del film attraverso la musica, malin...

Luoghi di cinema, Le cascate di Chia

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  Dalle parti di Bomarzo, non troppo lontano dal famoso parco dei mostri, ce ne è un altro che meriterebbe di essere visitato, quello delle cascate di Chia. Ci sono cerri e roverelli, a cui si alternano cespugli di biancospino e pungitopo, in un’atmosfera quieta e magica. Poi ci sono alcuni sentieri.  Percorrendone uno si arriva a delle piccole cascate, un’aera piena di antica meraviglia e proprio qui Pasolini, girò la scena del battessimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo. Oltre a lui, questa zona è stata il set scelto da altri registi, per alcune sequenze dei loro film: Mario Monicelli per l’Armata Brancaleone, Dino Risi per il Profeta, Sergio Citti per Casotto, solo per citare i più famosi. Continuando a camminare le rocce si fanno più grandi, si incrociano rovine di antichi mulini e grotte etrusche, c’è la presenza di qualcosa di mistico, di arcaico, di perduto eppure ancora vivo. Torniamo indietro e ci dirigiamo verso l’antica torre di Chia. Un luogo amato da Pasolin...

Killers of the flower moon, Martin Scorsese, 2023

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  Blues sepolcrale, scandito dalle musiche originali di Robbie Robertson, alla cui memoria il film è dedicato e che alla pellicola donano il pulsare e il respiro del suo procedere, anche se poi è la morte il centro oscuro della storia, la morte e la malattia.  Scorsese si abbandona, senza mai perderne il controllo, a una estesa e lenta narrazione, che comincia dal cinema muto e si conclude in uno studio radiofonico, in cui le immagini svaniscono, per lasciare spazio solo alle voci, ai suoni, il lavoro di Scorsese come regista è finito e si può concedere il lusso di un cameo davanti a un microfono, in fondo il suo mestiere non è altro che quello di saper trasformare le parole di una sceneggiatura in sequenze di fotogrammi. Killers of the flowers moon è un film cupo, sanguigno ma non viscerale, in cui i corpi dei nativi diventano cadaveri per l’avidità e la brama di denaro dell’uomo bianco, la vera infezione di una terra un tempo sacra a chi la abitava: le cerimonie, gli sp...

House of Gucci, Ridley Scott, 2021

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  Il nome di Patrizia Reggiani mi ronzava nel cervello senza che ne capissi il motivo mentre quelli dei membri della famiglia Gucci erano dei perfetti sconosciuti e forse quando ero ragazzo, le notizie del suo arresto e del processo, dovevano essermi arrivate nelle orecchie, dal telegiornale, mentre cenavo a casa con la mia famiglia - Maurizio Gucci viene ucciso a Firenze e chissà perché Ridley Scott ha scelto il quartiere Coppedé a Roma per girare la scena dell’omicidio - Lady Gaga è un campionario di feticismo assoluto, sempre con i tacchi alti, che siano scarpe aperte o stivali, c’è qualcosa di animalesco nella sua recitazione, di passionale, una femminile rapacità, sesso selvaggio su un tavolo, mentre Adam Driver se la sbatte come se non ci fosse domani - Feticismo delle merci, delle marche, del capitale, accumulato, investito, dilapidato - Crollo di una dinastia, tradimenti, imperi della moda collassati, venduti e ricostruiti, ricche abitazioni, interni di famiglia griffati e ...