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Una storia moderna - L'ape regina, Marco Ferreri, 1963

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  Su vieni Alfonsino, vieni se vuoi - dice Regina (Marina Vlady) a suo marito (Ugo Tognazzi), sdraiata sul letto, Fererri incornicia il volto dell’attrice in uno splendido primo piano e il senso di queste parole è puramente sessuale, il povero Alfonso saranno settimane che non scopa e chissà quando avrà avuto il suo ultimo orgasmo. Una volta rimasta incinta, Regina, perde molta della sua carica erotica, nega il suo corpo al coniuge e si concentra sulla sua gravidanza. Poi quando il figlio nascerà il padre sarà bello che morto.  La visione della coppia, del matrimonio e soprattutto della natura femminile, da parte di Ferreri, è di una atroce e spaventosa lucidità. L’orrore della vita familiare, di quella insegnata e auspicata dal cattolicesimo e dalla chiesa è agghiacciante, quella gabbia soffocante di sentimenti e desideri repressi, inconciliabili fra uomo e donna, perché gli uni e gli altri sono universi talmente distanti che solo un perverso e crudele inganno (la procreazion...

Il ragazzo e l'airone, Hayao Miyazaki, 2023

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E’ un sottile equilibrio quello su cui coesistono i segreti di questo mondo, fatto di suoni, forme e colori e ancora più delicato è quello su cui si basa la convivenza umana, dalla cui natura sembra inestirpabile la violenza, l’inganno e la vocazione alla guerra. Miyazaki, come è proprio della sua poetica, ci parla del nostro mondo mostrandocene un altro, al di sotto di questo, che ne è specchio e come sempre immaginifica rielaborazione. In un gioco di passaggi, di dissolvenze fra dimensioni parallele, a cui si accede tramite porte o drappeggi (queste tende che ci ricordano quelle di Lynch) e dove morte e vita si amalgamo e tra bene e male non c’è nessuna netta distinzione, perché entrambi diventano manifestazioni diverse di una medesima essenza. Le creature fantastiche che popolano la fantasia dell’autore continuano a stupirci in questo sempre mutevole scorrere delle immagini, fra cielo e terra, scenari boschivi, rurali e metropolitani (una città in fiamme), che in Miyazaki è cifra st...

Collateral, Michael Mann, 2004

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  Notte metropolitana e digitale con immagini ad alta definizione delle strade, dei palazzi, visuali dall’alto mentre un taxi scivola sull’asfalto, i grattacieli, i neon, i bagliori bluastri, grigi nel cielo, i riverberi arancioni delle luci - Incontri inaspettati all’interno del taxi, un’avvocatessa (Jada Pinkett Smith) che si dirige verso uno studio legale per preparare il suo discorso in tribunale e Max (Jamie Foxx), al volante, che le racconta il suo sogno, quello di aprire un sevizio di limousine che si trasformi in una esperienza per chi ci viaggia dentro, certo, i sogni di una vita e tutto il tempo che sprechiamo seguendo l’illusione che si realizzino, prima che sia troppo tardi e che ci rendiamo conto che non abbiamo  fatto nulla - Vincent (Tom Cruise) sale sullo stesso taxi e convince Max a portarlo in giro per tutta la notte per svolgere certi suoi affari con alcuni clienti - Non ci mettono molto i corpi a cadere, i morti ammazzati ad aumentare e nelle pause tra un o...

The Wicker Man, Robin Hardy, 1973

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  Wicker man/Burning man. Cerimonie e rituali pagani. Antiche conoscenze druidiche, musica folk, le meravigliose canzoni di Paul Giovanni, un senso di comunità che rinasce dal sacrifico e dalla festa, con maschere e gioiose processioni, nel rispetto dei cicli della natura, della sua benevolenza e della sua ferocia. Primi anni settanta, in una piccola isola scozzese, utopie sociali come non se ne è più avute, diversi sistemi educativi, sessualità liberata e magica, suadenti corpi femminili in circoli danzanti per la propria fertilità, seducenti voci notturne, sensuali tentazioni carnali, le menzogne costruite ad arte perché gli inganni siano una serie di fatti da raccontare nella pantomima di una scomparsa e di un possibile ritrovamento. Indagini poliziesche nelle mani di un uomo dell’ordine, casto e cristiano, portavoce simbolico di quei valori che intere generazioni avrebbero solo voluto dare alle fiamme per la semplice gioia di vedere fiorire dalle loro ceneri qualcosa di nuovo. ...

The Unbearable Weight of Massive Talent, Tom Gormican, 2022

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  Culto della personalità e delle proprie doti artistiche, reali quanto presunte, per Nicolas Cage, nella narcisistica rielaborazione di sé stesso, attore sul punto della bancarotta, che decide di partecipare alla festa di compleanno di un suo superfan, in cambio di un cospicuo budget - Metodi di recitazione sciamanica, apparizioni di doppi attoriali per scariche adrenaliniche di autostima, fuori e dentro dal personaggio e dagli insegnamenti di Stanislaski, incursioni cinefile nell’espressionismo tedesco, con lodi al Gabinetto del dottor Caligari per poi finire a piangere davanti alla visione di Paddington 2 - Autocitazionismo e memorabilia personali, nella glorificazione del proprio passato, poi un viaggio a Mallorca, il lusso e un bicchiere di bourbon per alleggerire la vita, feste di compleanno per alcoliche performance al pianoforte, una figlia e una moglie che se la ridono incredule delle cazzate di Nick, un tiro da una canna dopo un tuffo dalla scogliera, gocce di acido sulla...

Der Amerikanische Freund, Wim Wenders, 1977

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  What’s wrong with a cowboy in Hamburg? Chiede Dennis Hopper a Nicolas Ray, nel suo studio di pittore, fra le sue tele, che forse saranno vendute o forse no, arte e denaro, colori e falsificazioni, il rosso sanguigno della facciata del palazzo dove Nicolas Ray vive, quello dei titoli di testa, il blu delle sue opere, quello per cui è divenuto famoso - Dennis Hopper è sul balcone della villa in cui risiede ad Amburgo, si affaccia alla ringhiera recitando i versi della canzone finale di Easy Rider - Malinconie e perdite interiori, smarrimenti psichici, una serie di polaroid scattate in autoritratti sequenziali, espressioni fermate nel tempo, le lacrime che iniziano a scendere - Amburgo, Parigi (esterni, il sottopassaggio di Ultimo Tango), NewYork, spazi metropolitani che si intersecano e combinano in una mappa filmica avvolgente e ipnotica - Sarà un malinteso, una reazione inopportuna di Bruno Ganz quando viene introdotto a Ripley (D.H) a mettere in moto il susseguirsi della trama,...

La Vallèe, Barbet Schroeder, 1972

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  Obscured by clouds è il titolo dell’album dei Pink Floyd con la soundtrack di questo film ed è anche un’espressione usata per indicare una zona bianca su una mappa, un’area inesplorata che appare come se fosse coperta dalle nuvole. In questo ambiguo spazio toponomastico si trova la Vallée, la meta mistica e spirituale verso la quale un gruppo di persone si dirigono in un ennesimo viaggio di scoperta del mondo e di sé stessi. Proseguendo il ritratto fatto della controcultura e degli hippies in More , Barbet Schroeder ci mostra altre delle utopie di quella generazione, come l’amore libero e la ricerca di luoghi incontaminati (immaginari quanto reali) nei quali emanciparsi dai condizionamenti della società occidentale.  Protagonista femminile è Viviane (Bulle Ogier), arrivata in Nuova Guinea dalla Francia, da prima attratta da rare piume di uccelli esotici e poi dal desiderio di esplorare parti sconosciute della realtà  e del suo mondo interiore. Unitasi ad un gruppetto ...